venerdì 3 luglio 2015

Recensione: "Come si scrive ti amo" di Rachel Cohn e David Levithan

Recensione: Come si scrive ti amo di Rachel Cohn e David Levithan


Titolo = Come si scrive ti amo
Titolo originale = Dash and Lily's book of dares
Autori = Rachel Cohn e David Levithan
Casa editrice = Mondadori
Prezzo = 16,00
Pagine = 275

Trama = "Qui dentro troverai alcuni indizi. Se ti interessano gira pagina. Se no ti prego di rimettere il taccuino sullo scaffale". Dash è un ragazzo scontroso e solitario che alla compagnia delle persone preferisce quella dei libri. Tra gli scaffali della sua libreria preferita trova una moleskine rossa, lasciata da una misteriosa ragazza che gli lancia una sfida. Lily si prepara ad affrontare il Natale più triste della sua vita. Per distrarsi un pò scrive alcuni indizi sulla sua agendina rossa e la lascia tra gli scaffali di una libreria, sperando che a trovarla sia il ragazzo giusto.

La mia recensione = Come ben sapete (se non lo sapete, lo scoprirete ora) io, quando devo iniziare a leggere un romanzo scritto da due autori, sono inizialmente un po' dubbioso. E quando lessi che dovevo andare sul tranquillo nel leggere questo libro divenni scettico perché ho avuto un predente brutto con un libro scritto da due autrici differenti (LA DICIOTTESIMA LUNA!!). Ma devo assolutamente dire che la Cohn e Levithan sono riusciti a creare una storia magistralmente scritta, perché devono per forza esserci quattro mani per questa bellissima, dolcissima e divertentissima storia.

Il romanzo è, appunto, scritto da due punti di vista, quello di Dash e quello di Lily, i due protagonisti della storia.
Dash è un ragazzo molto solitario, che pur avendo qualche amico preferisce stare in libreria a leggere. E accadde proprio qualcosa in quella libreria che segnò un po' di dinamismo alla sua vita, eliminando per un po' la monotonia che oramai lo attanagliava: trovò nella sezione in cui c'erano i suoi libri preferiti un taccuino rosso in cui c'erano scritte delle missioni da compiere per parlare vagamente e a grandi linee con una ragazza di cui lui non ne sapeva nulla.
La ragazza in questione è Lily, e questa strabiliante idea del taccuino fu realizzata dal fratello per far sì che la sorella potesse trovare qualche amico, o moroso, con cui parlare e starci almeno a Natale, perché lei è priva di amiche.
I due, comunque, riescono a parlare tramite questa Moleskine rossa un po' in modo strano e divertente.


Non vado avanti con la trama perché dovete gustarvi ogni singola pagina senza ulteriori anticipazioni :) ma comunque sono più che sicuro di non esser stato in grado di parlarvi della trama perché, pur essendo un libro leggero, è difficile descrivere la storia. E ne è un grande esempio anche la Mondadori che l'avrà raccontata peggio di me.
Sta di fatto che io ve la stra consiglio, perché è una storia molto originale e a me ha fatto rallegrare tantissimo: mentre leggevo sorridevo come un cretino.
Poi mi sono relazionato tantissimo ai due protagonisti, e penso che siano degli amici che forse tutti vorrebbero.

Poi gli scrittori hanno un modo di scrivere poeticamente perfetto, e racchiudono in quelle pagine delle frasi bellissime e sensazionali. E tra tante vi sono queste due che mi sono piaciute di più:
"Mi dicono che non si torna mai indietro. 
Quindi scelgo di andare avanti."

"Magari il principe avrebbe provato un gran sollievo.
Magari era stanco di tutti quelli che gli chiedevano con  chi
si sarebbe sposato.
Magari voleva solo tornarsene nella sua libreria preferita
a leggere centinaia di libri, ma tutti non facevano che
interromperlo e dirgli che non poteva rimanere
per sempre solo con se stesso."

E' una storia molto carina e dolce che vale davvero la pena di leggere. :)
L'unica cosa che mi ha fatto, forse TROPPO, storcere il naso è stato il fatto che Dash abbia preso per i fondelli un po' troppo bene i suoi genitori: praticamente Dash, per restare da solo a Natale, ha deciso di fare una cosa stupida.. ma proprio stupida, che stranamente è andata a finire bene. Ovvero, ha detto a sua madre che sarebbe andato da suo padre (perché essendo divorziati non si rivolgono più la parola) e viceversa, ma io la trovo una cosa impossibile. Anche perché ci sarebbe stata la traccia di Dash nell'essere stato in casa per tutto quel tempo (perché la madre comunque era andata in vacanza). Sta di fatto che io non l'ho ben capita e avrei voluto che nel finale si sarebbe spiegata.

Il mio voto:

4 stelle su 5.
Lettura leggera e carina molto consigliata. In particolare nel periodo natalizio. :)